Londra impone “Google tax” sui profitti inglesi delle multinazionali. Per contrastare l’evasione fiscale delle multinazionali che contabilizzano artificialmente all’estero i profitti realizzati nel Regno Unito, il governo britannico annuncia l’imposizione di quella che ormai nota come “Google tax”.

Ad annunciare l’inasprimento fiscale, con l’obiettivo di recuperare 1,6 miliardi di sterline in 5 anni, è stato il Cancelliere dello Scacchiere (il ministro dell’Economia) George Osborne in occasione del tradizionale discorso autunnale:

Oggi introduco una tassa del 25% sugli utili generati dalle società multinazionali con le attività qui nel Regno unito che vengono artificialmente portati fuori dal Paese. Non è giusto per le altre imprese britanniche, non è giusto per il popolo britannico . Oggi lo fermeremo. Faremo in modo che le grandi multinazionali paghino il dovuto.

Alcune delle più grandi società al mondo, molte nel settore tecnologico, utilizzano strutture elaborate per evitare di pagare le tasse. Il mio messaggio è coerente e chiaro. Tasse basse, ma tasse che saranno pagate. La Gran Bretagna è stata di esempio al mondo su questo tema e oggi continua a esserlo.